Shirataki: cosa sono, calorie e come cucinarli bene
Sottili, chiari e quasi trasparenti, gli shirataki sono uno degli ingredienti giapponesi che incuriosiscono di più chi li incontra per la prima volta.
Vengono spesso descritti semplicemente come “noodles di konjac”, ma il loro comportamento in cucina è piuttosto diverso da quello della pasta tradizionale: hanno una consistenza elastica, un sapore molto neutro e assorbono facilmente salse, brodi e condimenti.
La parte importante è sapere come prepararli. Usati direttamente dalla confezione possono sembrare poco interessanti; trattati nel modo giusto diventano invece una base pratica per wok, zuppe e piatti asiatici.
Cosa sono gli shirataki
Gli shirataki sono noodles preparati principalmente con konjac, una pianta originaria dell'Asia utilizzata da molto tempo nella cucina giapponese.
Il nome “shirataki” viene spesso tradotto come “cascata bianca”, per l'aspetto sottile e quasi trasparente dei noodles.
Non hanno il gusto intenso di un ramen o di un udon: il loro punto di forza è proprio il contrario. Il sapore è delicato e permette agli shirataki di prendere facilmente quello degli ingredienti con cui vengono cucinati.
Quante calorie hanno gli shirataki?
Una delle ragioni per cui sono diventati conosciuti anche fuori dal Giappone è il loro contenuto calorico molto basso.
Il valore preciso cambia leggermente da prodotto a prodotto. Gli Shirataki Shiro di Konjac Shimonita presenti su Oriental Italia, per esempio, apportano circa 7 kcal per 100 g.
Questo non significa però che il piatto finale sia automaticamente leggero: salsa, olio, carne, tofu e altri condimenti incidono naturalmente sul risultato complessivo.
Meglio quindi considerarli per quello che sono: un ingrediente particolare della cucina giapponese, non una scorciatoia miracolosa.
Come preparare gli shirataki
Il passaggio più importante avviene prima ancora di aggiungere la salsa.
Scolali dalla confezione e risciacquali bene sotto acqua corrente per uno o due minuti. Successivamente puoi passarli per qualche minuto in una padella calda senza condimento: aiuta a eliminare l'acqua in eccesso e rende la consistenza più piacevole.
A quel punto possono essere aggiunti direttamente al condimento.
Una preparazione semplice può essere fatta con salsa di soia, verdure, cipollotto e qualche goccia di olio di sesamo. Per un piatto più ricco si possono aggiungere tofu, pollo, funghi shiitake o enoki.
Shirataki nel wok
Il wok è probabilmente uno dei modi più semplici per usarli.
Conviene preparare prima gli altri ingredienti, perché gli shirataki non richiedono una lunga cottura.
Verdure, funghi, carne o tofu vengono saltati normalmente; gli shirataki entrano soltanto negli ultimi minuti, insieme alla salsa.
Il vantaggio è che assorbono rapidamente il condimento senza diventare molli come potrebbe succedere con altri noodles.
Si possono usare nel ramen?
Sì, anche se il risultato è molto diverso da un ramen tradizionale.
Gli shirataki possono essere aggiunti a un brodo di miso, pollo o verdure e completati con ingredienti come uovo, tofu, wakame, enoki, cipollotto o nori.
La consistenza rimarrà più elastica rispetto ai classici noodles di frumento.
Per questo è meglio considerarli un'alternativa, non un sostituto identico del ramen.
Shirataki e konjac sono la stessa cosa?
Non esattamente.
Il konjac è l'ingrediente di origine, mentre “shirataki” indica normalmente il formato sottile a noodle.
Dal konjac possono infatti essere prodotti anche formati differenti, più simili a spaghetti, tagliatelle o blocchi utilizzati in altre preparazioni asiatiche.
Con quali ingredienti stanno bene
Gli shirataki funzionano particolarmente bene con sapori decisi e ricchi di umami.
Salsa di soia, miso, ponzu, sesamo, shiitake, enoki, cipollotto e verdure saltate sono abbinamenti semplici. Anche una salsa leggermente piccante può funzionare molto bene.
Il consiglio più importante è evitare di trattarli come spaghetti italiani: invece di coprirli semplicemente con una salsa, saltali insieme agli altri ingredienti, lasciando che assorbano il condimento.
Dove trovare gli shirataki
Su Oriental Italia sono disponibili gli Shirataki Giapponesi di Konjac Shiro 380g – Shimonita, prodotti in Giappone e pronti da utilizzare dopo essere stati scolati e risciacquati.
Nella stessa dispensa puoi abbinarli a salse giapponesi, funghi asiatici, miso, sesamo e altri ingredienti per costruire il piatto direttamente a casa.
Domande frequenti sugli shirataki
Gli shirataki devono essere cotti?
Sono generalmente già pronti all'uso, ma è consigliabile scolarli, risciacquarli bene e poi scaldarli o saltarli insieme agli altri ingredienti.
Perché gli shirataki hanno un odore particolare appena aperti?
Può dipendere dal liquido di conservazione. Un buon risciacquo sotto acqua corrente normalmente lo riduce molto.
Gli shirataki sono uguali agli udon?
No. Gli udon tradizionali sono noodles spessi a base di farina, mentre gli shirataki sono prodotti con konjac e hanno consistenza e valori nutrizionali molto diversi.
Gli shirataki vanno bene nel ramen?
Sì, possono essere utilizzati in un brodo ramen, anche se la consistenza sarà più elastica rispetto ai noodles tradizionali.
Come evitare che risultino acquosi?
Dopo averli risciacquati, passarli qualche minuto in padella prima di aggiungere il condimento aiuta a eliminare l'acqua in eccesso.
Che sapore hanno?
Hanno un gusto molto neutro. È proprio per questo che funzionano bene con salse, brodi e condimenti saporiti.




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