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Ramen a Milano 

Ramen a Milano 

Misoya una Gioia

Ramen a Milano in brodo caldo e speziato, con 35 gradi? Perché no? Ristorante vuoto, aria condizionata con temperatura polare. C’è un orso bianco con un cappotto personale gentilissimo tutto a mia disposizione. Profumi e odori che riportano a galla, parlando di zuppe, a memorie in terra nipponica.

Ristorante, in puro stile giapponese, minimale senza fronzoli. Mis en place, ridotta all’osso, menù facile semplice descritto bene con poche preparazioni; solitamente indice di qualità in linea con il principio “poco ma buono”. 

 Il mio stomaco è moderatamente famelico, la prova costume è ormai prossima ma sarà rimandata per colpa anche di un antipasto di gyoza di carne che stupisce per la qualità del prodotto. Ogni raviolo è fatto a mano, sfoglie sottili e ripieno saporito senza essere eccessivamente sapido e cottura perfetta. Non è così semplice come potrebbe sembrare, i gyoza giapponesi, contrariamente ai ravioli cinesi che sono serviti al vapore, vanno piastrati punto.

Nota non interessante, questa volta non ho nessun accompagnatore, nessuno da consolare, da rivitalizzare, assecondare, insomma ci siamo capiti. Oggi le mie papille saranno le assolute protagoniste senza se e senza ma. 

Torniamo sul menù: ramen 4 varianti e stop agli indecisi: miso, shoyu (salsa di soia) , miso piccante, miso vegetale, shoyu vegetale.

Per provare il vero ramen a Milano, essendo un cuore di leone di nome e di fatto opto per la piccantezza, tanto qui dentro ci sono -23 gradi. Ebbene il recettore TRV1 del piccante (che rileva la capsiacina) è la molecola “piccante” e gioca quindi con il nostro cervello, facendogli credere che il nostro corpo abbia davvero toccato o sia vicino a un oggetto incandescente. Le cellule nervose segnalano un pericolo al cervello, che reagisce di conseguenza rilasciando endorfine, le molecole “benefiche” che solitamente servono ad alleviare il dolore. Non è un caso che un’esperienza piccante generi piacere e godimento consistenti. Più piccante per tutti. 

Ramen miso piccante:

Brodo non acquoso ma consistente: il condimento chiave di questa ricetta è il doubanjia una combinazione di fagioli di soia fermentati utilizzati come ingrediente principale, insieme alla pasta di miso miscelato a peperoncini piccanti. La pasta salata, saporita e ricca di umami aggiunge un’incredibile profondità e carattere al brodo come succede solo in Giappone.

Noodles fatti a mano: chiedereste al vostro spacciatore di Ramen a Milano se realizza i propri noodles a mano? Qui lo fanno! Solitamente le tagliatelle che si trovano nella maggioranza dei ristoranti si rompono troppo facilmente sono farinose, pastose e non legano bene con gli ingredienti del piatto. I noddles fatti in casa sono collosi ed elastici che diventano un tutt’uno con ogni singolo elemento del piatto. La freschezza è semplicemente imbattibile.

Ho quasi finito tranquilli…

Condimenti: Chasu: pancetta di maiale brasata, Ajitsuke Tamago, uova marinate in salsa di salsa di soia, shiraga negi: porri bianchi tagliati a julienne, cipolla verde tritata, mais dolce. 

Termino soddisfatto senza scegliere nessun dolce, d‘altronde “un’altra pietanza e la pancia avanza”. Batto il cinque all’orso polare, pago il conto corretto e in linea con l ‘eccellente materia prima proposta e saluto.

Calvo approva e rende merito al miglior Ramen di Milano, anche a giugno. A voi la scelta. 

Arigatō

Misoya

Via Solferino 41 Milano 

IG: misoyamilano

FB: Ramen misoya milano

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